ABC

ABBECEDARI E SILLABARI

IMPARARE A LEGGERE E SCRIVERE

A cura di Alda Failoni e Giovanna Nicolini

La mostra presenta una selezione di abbecedari e sillabari provenienti da una collezione privata

 

Inaugurazione 1 ottobre 2019 ore 18:30

Dal 2 al 29 Ottobre 2019

HORTUS ARTIERI

Vicolo dei Birri 7 - 38122 Trento

Giovedì - Venerdì: 10:30/12:30 - 17:00/19:00

Sabato: 10:30/12:30

(anche su appuntamento)

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Smesso che fu di nevicare, Pinocchio col suo bravo Abbecedario nuovo sotto il braccio, prese la strada che menava alla scuola: e strada facendo, fantasticava nel suo cervellino mille ragionamenti e mille castelli in aria, uno più bello dell’altro.

E discorrendo da sè solo, diceva:

— Oggi, alla scuola, voglio subito imparare a leggere: domani poi imparerò a scrivere, e domani l’altro imparerò a fare i numeri. Poi, colla mia abilità, guadagnerò molti quattrini e coi primi quattrini che mi verranno in tasca, voglio subito fare al mio babbo una bella casacca di panno…………………………

Mentre tutto commosso diceva così, gli parve di sentire in lontananza una musica di pifferi e di colpi di grancassa: pì-pì-pì, pì-pì-pì, zum, zum, zum, zum.

Si fermò e stette in ascolto. ………………

— Che cosa sia questa musica? Peccato che io debba andare a scuola, se no.... —

E rimase lì perplesso. A ogni modo, bisognava prendere una risoluzione; o a scuola, o a sentire i pifferi.

— Oggi anderò a sentire i pifferi, e domani a scuola. Per andare a scuola c’è sempre tempo — disse finalmente quel monello, facendo una spallucciata.

Detto fatto, infilò giù per la strada traversa e cominciò a correre a gambe. …………………………………

Quand’ecco che si trovò in mezzo a una piazza tutta piena di gente, la quale si affollava intorno a un gran baraccone di legno e di tela dipinta di mille colori.

— Che cos’è quel baraccone? — domandò Pinocchio, voltandosi a un ragazzetto che era lì del paese.

— Leggi il cartello, che c’è scritto, e lo saprai.

— Lo leggerei volentieri, ma per l’appunto oggi non so leggere.

— Bravo bue! Allora te lo leggerò io. Sappi dunque che in quel cartello a lettere rosse come il fuoco, c’è scritto: Gran Teatro dei Burattini....

— È molto che è incominciata la commedia?

— Comincia ora.

— E quanto si spende per entrare?

— Quattro soldi. —

Pinocchio, che aveva addosso la febbre della curiosità, perse ogni ritegno e disse, senza vergognarsi, al ragazzetto col quale parlava:

— Mi daresti quattro soldi fino a domani?

— Te li darei volentieri, — gli rispose l’altro canzonandolo — ma oggi per l’appunto non te li posso dare…………………………………………………………

— Vuoi darmi quattro soldi di quest’Abbecedario nuovo?

— Io sono un ragazzo, e non compro nulla dai ragazzi, — gli rispose il suo piccolo interlocutore, che aveva molto più giudizio di lui.

— Per quattro soldi l’Abbecedario lo prendo io, — gridò un rivenditore di panni usati, che s’era trovato presente alla conversazione.

E il libro fu venduto lì sui due piedi. E pensare che quel pover’uomo di Geppetto era rimasto a casa, a tremare dal freddo in maniche di camicia, per comprare l’Abbecedario al figliuolo!

 

da Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio, cap.IX, 1883

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